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Tamponamento a catena. Differenza di responsabilità tra veicoli in movimento e fermi

Ipotesi molto frequente è quella dei cc.dd. tamponamenti a catena, ovverosia quelli che coinvolgono diverse autovetture l’una dietro l’altra.

Al fine di individuare il responsabile, è necessario effettuare una distinzione tra il sinistro avvenuto tra veicoli fermi in colonna e quello avvenuto tra veicoli in movimento.

In materia di risarcimento danni da sinistro stradale, nel tamponamento a catena di autoveicoli in movimento trova applicazione l’art. 2054, comma 2, c.c., con conseguente presunzione iuris tantum di colpa in eguale misura a carico di entrambi i conducenti di ciascuna coppia di veicoli tamponati e tamponanti, fondata sulla inosservanza della distanza di sicurezza rispetto al veicolo antistante. Detta presunzione legale di colpa, tuttavia, ha funzione meramente sussidiaria ed opera soltanto se non sia possibile accertare in concreto le rispettive responsabilità dei conducenti nella causazione del sinistro, ossia se non sia possibile accertare in quale misura la condotta dei due conducenti abbia determinato l’evento dannoso ed il grado di colpa in capo agli stessi.

Nella ipotesi di tamponamento a catena tra macchine ferme, in quanto incolonnate, vige il principio, in base al quale la responsabilità di tutti i tamponamenti dei veicoli precedenti viene attribuita all’ultimo veicolo della colonna, l’unico in movimento.

E’ quindi fondamentale essere tutelati per evitare il rischio di non essere adeguatamente risarciti per tutti i danni patiti.

STUDIO LEGALE GALVAGNA

Avv. Giuseppe Galvagna

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Scatola nera - Avv. Galvagna

La scatola nera o “black box” in auto, pro e contro.

Prima di entrare nel dettaglio della questione, ricordiamo brevemente che cosa si intende per scatola nera delle automobili. La SCATOLA NERA o “BLACK BOX” è un dispositivo, dotato di localizzatore Gps, capace di registrare in maniera molto accurata la posizione e la velocità di un veicolo. Queste caratteristiche la rendono in grado di ricostruire l’esatta dinamica di un sinistro stradale, contribuendo così al contrasto delle frodi. Secondo quanto dispone l’art. 132-ter del Codice della Assicurazioni Private, le compagnie assicurative praticano uno sconto sulla tariffa RC auto ai clienti che acconsentono di installare la scatola nera, o altro dispositivo similare, sulla propria vettura.

A fine 2018 il dispositivo era presente nel 22,2% dei contratti RC auto (fonte IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) in tutta italia, con valori significativamente più elevati nelle province a rischio di frode. Alla luce di questi dati è importante valutare quale sia l’effettiva utilizzabilità processuale, sia in sede civile che in sede penale.

L’art. 145 bis Codice delle Assicurazioni stabilisce che, nei giudizi civili, tali registrazioni costituiscano piena prova nei confronti della parte contro cui siano prodotti e che, chi intenda provare fatti non registrati dalla scatola nera o circostanze contrastanti o opposte con quanto registrato, è preliminarmente onerato di provare la manomissione o il malfunzionamento del dispositivo.

Dall’interpretazione letterale della norma pare potersi affermare che il legislatore abbia escluso che la parte contro cui sono prodotti gli estratti della scatola nera possa provare il contrario tramite prova testimoniale, tranne nel caso in cui dimostri il malfunzionamento o la manomissione della scatola.

I giudici seguono tale interpretazione riconoscendo valore probatorio alla black box, come previsto dal codice delle assicurazioni (sent. n.885/2019 il Tribunale Ordinario di Foggia; sentenza n. 371/2017 del Giudice di pace di Napoli; sent. n. 703/2019 del Giudice di Pace di Catania; sent. n. 1290/2019 del Giudice di Pace di Palermo; sent. n. 1392/2019 del Giudice di Pace di Sorrento).

E cosa accade invece nei processi penali? La validità legale della scatola nera auto resta la stessa?

Si può ragionevolmente ritenere che la polizia giudiziaria e la magistratura inquirente possano acquisire notizie di reato utilizzando anche i congegni elettronici dotati di Gps.

Conclusioni: quando decidete di installare una scatola nera all’interno della vostra auto, valutate se lo sconto applicato dalla vostra assicurazione sia in grado di coprire il rischio dell’eventuale malfunzionamento del dispositivo. In quest’ultimo caso, infatti, potreste vedervi negato il risarcimento, in quanto risulterà molto complesso dimostrare il malfunzionamento o la manomissione.

STUDIO LEGALE GALVAGNA

 

 

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Buca-Studio legale galvagna

Buca stradale: il comune deve risarcire il danno?

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 17743 del 28 giugno 2019, ha affrontato un caso di risarcimento da cose in custodia disciplinato dall’art. 2051 c.c., interpretato dalla maggior parte della dottrina come un’ipotesi di responsabilità oggettiva.

Afferma la disposizione che ognuno, nel caso di specie il Comune, “è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

Quest’ultimo, infatti, concorrerebbe ad interrompe il nesso di causalità tra evento lesivo e danno, esentando il Comune da responsabilità.

Essendo il danno da cose in custodia un danno imputabile a titolo di responsabilità oggettiva, prescinde dalla dimostrazione della colpa in capo all’amministrazione pubblica, richiedendo solamente un collegamento tra la stessa e la cosa custodita, di cui il Comune è proprietario, in questo caso una strada dissestata da una buca.

I giudici hanno ritenuto che il comportamento del danneggiato, il quale era a conoscenza dello stato di grave dissesto della via, costituisce un caso fortuito idoneo ad interrompere il nesso di causalità, e ad escludere quindi la responsabilità del Comune per danno cagionato da cose in custodia.

Più nello specifico, il Comune, pur essendo l’effettivo titolare della strada dissestata, non risponderebbe per la caduta del danneggiato, poiché le pessime condizioni della carreggiata erano immediatamente percepibili e conoscibili da chiunque vi si fosse imbattuto, e in particolare dal danneggiato, che conosceva il luogo.

In altri termini, viene affermato come non esista alcun automatismo tra la presenza di una buca sulla strada e la responsabilità dell’ente proprietario della stessa.

E’ vero che il Comune è tenuto alla sorveglianza delle cose e delle infrastrutture sottoposte alla sua custodia, ma bisogna tenere in considerazione che l’ampiezza del territorio comunale non consente una capillare attenzione ad ogni minimo difetto, e perciò si chiede il capo ai singoli un onere di diligenza e prudenza, in un’ottica di leale collaborazione e solidarietà.

Le eventuali buche sulla strada possono sì essere configurate come “insidia o trabocchetto”, e in quanto tali essere poste alla base di un danno risarcibile, ma solo allorché le tesse non risultino visibilievitabili e prevedibili.

In ogni caso, la condotta imprudente del danneggiato, il quale fosse a conoscenza della rovina e della sconnessione della strada, vale come detto a configurare un caso fortuito idoneo a interrompere il nesso di causalità e a escludere la responsabilità del Comune.

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Colpo di frusta e risarcimento, le 5 cose da sapere

Hai mai sentito parlare di “distorsione del rachide cervicale”? No?

Non ti preoccupare, non sei sicuramente l’unico! La maggior parte delle persone non sa che è il termine medico per definire quello che comunemente chiamiamo “colpo di frusta cervicale”.

Il colpo di frusta è la conseguenza più diffusa degli incidenti stradali di lieve entità, come ad esempio tamponamenti o scontri frontali, ma non solo. Molto spesso si è vittima di colpo di frusta anche in seguito a cadute accidentali o incidenti durante la pratica di attività sportive.

Colpo di frusta: che cos’è tecnicamente?

Il colpo di frusta è un trauma cervicale molto comune e si verifica in seguito ad un movimento brusco ed improvviso del collo che lo porta a ipertendersi o iperflettersi oltre i suoi normali limiti fisiologici.

In altre parole, i tendini e i legamenti del collo (i cosiddetti tessuti molli) subiscono uno stiramento a causa del suo movimento brusco ed esagerato in più direzioni e la muscolatura attorno a esso si irrigidisce, causando dolore.

Quali sono i sintomi più comuni?

I sintomi del colpo di frusta possono manifestarsi in modo più o meno intenso in base a quanto forte è stato il movimento brusco a cui è stato sottoposto il collo. Quelli più comuni sono: dolore e rigidità al collomal di testa, senso di nausea, vertigini, visione offuscata e stanchezza, formicolii delle dita delle mani.

Nei casi più gravi potrebbe succedere di sentire dolore e rigidità al braccio o alla spalla,  ronzio nelle orecchie, mal di schiena, disturbi del sonno e problemi della memoria.

Non sottovalutare il colpo di frusta!

I fastidi conseguenti a tale trauma possono essere immediati, ma è possibile che si manifestino anche a distanza di tempo, nei giorni successivi o addirittura una settimana dopo. Ed è proprio per questo motivo che il colpo di frusta non va sottovalutato!

Ecco perché, in seguito ad un colpo di frusta, è sempre consigliato recarsi subito al pronto soccorso per un controllo, anche se il dolore, inizialmente, può non essere insopportabile.

Molto probabilmente i sanitari ti prescriveranno il classico “collare” immobilizzante, antidolorifici e antiinfiammatori; ma se il trauma subìto dovesse aver causato conseguenze peggiori della media (ad esempio, la rottura dei legamenti, un’ernia dei dischi, o, peggio ancora, fratture vertebrali), esserti recato al Pronto Soccorso sarà stata sicuramente la cosa migliore che potevi fare.

Le conseguenze e la riabilitazione

Nei casi più lievi, quando il trauma interessa solo i muscoli, i tendini, i legamenti, il colpo di frusta si risolve, tutto sommato, in poche settimane e lasciando conseguenze sopportabili (se il riposo, le medicine e la fisioterapia saranno stati adeguati).

Nelle situazioni più complesse, invece, quando ci sono danni anche a livello neurologico, lo specialista prescriverà esami e accertamenti più approfonditi o, nella peggiore delle ipotesi, il ricorso ad un intervento chirurgico. Ma questo avviene solo nei casi più gravi.

E’ bene ricordare che una tempestiva diagnosi e una corretta riabilitazione, fatta di terapie mirate ed esercizi quotidiani sotto la guida di un professionista, fanno la differenza nel processo di guarigione.

Colpo di frusta e risarcimento

Negli ultimi anni, ottenere un risarcimento per danni come il colpo di frusta, è diventato più complicato rispetto al passato. Le compagnie assicurative, infatti, interpretando spesso in maniera difforme dai giudici alcuni recenti provvedimenti legislativi sulla materia, sono diventate decisamente più esigenti in merito alla prova del danno subìto da fornire, ad esempio richiedendo sempre (o quasi) una radiografia o un altro esame strumentale che evidenzi la lesione patita.

Se quindi ti dovesse capitare di subire un colpo di frusta in seguito ad un incidente stradale:

  • recati subito al pronto soccorso più vicino, oppure fatti visitare dal tuo medico di fiducia;
  • se necessario e consigliato dal medico, consulta anche uno specialista;
  • entro tre giorni va dal tuo assicuratore e denuncia l’incidente;
  • vieni presso i nostri uffici per una consulenza gratuita.

Terminate le cure e le terapie prescritte, le tue condizioni si stabilizzeranno, con la possibilità che permangano delle “lievi” conseguenze permanenti (i cosiddetti postumi permanenti). Sarà il medico-legale, visitandoti ed esaminando l’intera documentazione medica prodotta, che ti assegnerà una percentuale di invalidità permanente (compresa, nella maggior parte dei casi, da 0% a 2%)Sulla base di tale punteggio sarà stabilito l’importo del risarcimento.

E’ quindi fondamentale essere tutelati per evitare il rischio di non essere adeguatamente risarciti per tutti i danni patiti.

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Modulo CAI studio Legale Galvagna

Constatazione amichevole: cosa sapere sul modello CAI

Conosciuto anche come “modulo blu”, erroneamente chiamato ancora modello CID, il modulo CAI, acronimo di Constatazione Amichevole di Incidente è un modulo prestampato, che nel momento in cui è compilato e sottoscritto dalle due parti coinvolte in un incidente stradale diventa un accordo tra le parti sulle reciproche responsabilità in merito alla dinamica dell’incidente stradale.

Cos’è e a cosa serve la constatazione amichevole

La constatazione amichevole di incidente è un modulo rilasciato dalle compagnie assicurative da utilizzare in caso di incidente stradale per descrivere nell’immediatezza dell’evento la dinamica, le responsabilità e i danni riportati in seguito all’urto tra i veicoli.

Il modulo CAI può essere compilato in ogni caso, ma produce gli effetti per cui è stato concepito,  ovvero di ridurre le tempistiche del risarcimento, solo se nell’incidente sono coinvolti non più di due veicoli.

Infatti, il ruolo del modello di constatazione amichevole può essere decisivo per attivare la procedura di indennizzo diretto per il risarcimento dei danni materiali.

L’’assicurato presenta il modulo CAI sottoscritto alla propria Compagnia assicuratrice e se rispecchia i requisiti per ottenere il risarcimento richiesto quest’ultima pagherà il proprio assicurato che risulterà aver ragione. Quindi nonostante le parti sono d’accordo sulla dinamica dell’evento e sui danni riportati, saranno sempre le Compagnie di Assicurazione a valutare se il richiedente ha davvero diritto al risarcimento e se lo stesso è congruo e non eccessivo.

In buona sostanza, al di là di quale sia la denominazione e le clausole dell’indennizzo diretto, la cosa certa è che in caso di incidente tra due veicoli se si ritiene di aver ragione.. è caldamente consigliato compilare il modulo CAI al fine di far confermare le proprie responsabilità alla controparte, la quale successivamente potrebbe anche ritrattare sulla propria condotta di guida.

Infatti, lo scrivente ritiene anche utile qualora non si disponga di un modulo CAI al momento dell’evento, di far sottoscrivere una dichiarazione di responsabilità al responsabile del sinistro, oppure  in caso di rifiuto contattare le autorità di Polizia per i rilevamenti del caso.

Come compilare la constatazione amichevole

Attenzione!!! Bisogna prestare molta concentrazione nella compilazione del modulo di constatazione amichevole, affinché possa svolgere la sua funzione di condurci al risarcimento del danno da sinistro stradale nel minor tempo possibile e non generare al contrario, dubbi sulla dinamica del sinistro.

Quindi attenti a quello che scrivete, ad esempio a dove mettete la crocetta utile alla descrizione del sinistro “circostanze dell’incidente” ovvero (punto 12 del CAI), a come effettuate il disegno del grafico nell’apposito riquadro (punto 13 del CAI) e dove posizionate la freccetta del punto d’urto iniziale (punto 10 del CAI) poiché saranno queste indicazioni con verosimile certezza ad attribuire la responsabilità a una delle parti.

Ancora, relativamente ai danni visibili al veicolo (punto 11 del CAI) se non si è sicuri di eventuali danni occulti è bene essere generici tipo: parte posteriore, parte anteriore, fiancata laterale sinistra, in modo da evitare di dimenticare qualcosa nel fare un eventuale elenco delle parti danneggiate.

Infine, relativamente al punto 3 del CAI, “feriti anche se lievi”, se non si è sicuri su eventuali sviluppi dei propri malesseri fisici anche se sembrano gestibili, è consigliabile spuntare la casella SI oppure non mettere nessuna crocetta.

Ancora, la constatazione amichevole si suddivide in due colonne principali di colore diverso:

  1. BOX A, sezione blu a sinistra;
  2. BOX B, sezione di colore giallo a destra;
  3. Colonna centrale di colore bianco che riporta le più probabili situazioni di urto relative alla dinamica.

In ciascuna delle due parti vanno inseriti i rispettivi dati dei veicoli e conducenti coinvolti nel sinistro. Non ha rilevanza quale veicolo sia descritto nel Box A e quale nel Box B, ciò che è importante è che i dati riportati siano corretti e completi.

Le informazioni necessarie da riportare sono:

  • Il luogo e la data dell’incidente;
  • I dati anagrafici dei conducenti e dei contraenti delle polizze assicurative;
  • I dati dei rispettivi veicoli interessati;
  • I dati di entrambe le Compagnie di Assicurazione;
  • L’indicazione di eventuali feriti;
  • I riferimenti di eventuali testimoni;
  • La ricostruzione dell’incidente, anche attraverso un disegno con il quale indicare le parti danneggiate dei veicoli;
  • L’indicazione dell’eventuale intervento della polizia municipale o altra pubblica autorità:
  • Le firme dei conducenti.

In merito all’ultimo punto, ricordiamo che non è obbligatoria la firma di entrambe le parti, ma ha la funzione di rappresentare “un accordo sulle reciproche responsabilità dell’evento”. Infatti, parte della dottrina e giurisprudenza reputano il valore di quanto contenuto nel modello CAI come confessione del danneggiante.

Inoltre, il CAI ha anche la funzione di ridurre i tempi di liquidazione dei danni. Infatti, dal momento in cui la constatazione amichevole viene sottoscritta da entrambe le parti e consegnata all’Assicurazione, questa ha 30 giorni di tempo per inviare un’offerta di risarcimento danni materiali al danneggiato. Se il modulo CAI è firmato invece da uno solo dei soggetti coinvolti, i tempi della Compagnia assicurativa raddoppiano a 60 giorni per l’offerta relativa ai danni auto.

Il valore per la Giurisprudenza del modulo CAI

Per approfondire la questione sul modulo CAI in punto di diritto, si evidenzia che il modello di constatazione amichevole sottoscritto da entrambe le parti, secondo l’art 143 comma II C.d.A., espressamente recita

“quando il modulo sia firmato congiuntamente da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro si presume, salvo prova contraria da parte dell’impresa di assicurazione, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, modalità e conseguenze risultanti dal modulo stesso “,

come anche ribadito dalla più autorevole Giurisprudenza ( Cass. SS. UU. 10311/06, Cass. 7781/10 e Cass. 6526/11 ) e quanto alla validità della prova fornita a mezzo del modello CAI circa il fatto storico, la responsabilità, l’esistenza dell’evento, l’ubicazione, i danni ed il relativo nesso causale anche in assenza di deferimento dell’interrogatorio formale del responsabile civile secondo le sentenze del GdP di Roma ( 300/15, 530/15, 4613/15, 11804/15, 14344/15, 8037/15, 23009/15, 25769/15, 26239/15, 25431/15, 26984/15, 24727/15, 25749/15, 22986/15, 14344/15, 23026/14/23773/14, 26573/14, 28/14, 11575/14, 3176/14, 27593/14, 33865/14, 3176/14, 31548/14, 34627/14, 14526/14, 439/14, 2299/14, 2791/14, 11575/14, 25280/14, 42465/14, 37565/14, 43013/14, 26262/14, 28055/14, 43576/14, 22551/14, 18264/13, 42715/13, 8190/13, 42833/13, 18190/13, 43013/14, 31961/13, 31505/13, 43433/13, 37831/13, 22854/13, 42291/13, 20109/13, 31180/13, 42715/13, 21853/13, 37947/13, 7542/13, 18264/13, 3564/13, 19357/13, 17682/13, 48947/12, 53965/12, 55250/12, 48947/12, 53965/12, 55250/12, 4244/12, 3451/12, 48947/12, 47726/12,4668/12, 29245/12…).

Ancora, ex art 215 cpc, n.1 il predetto modello CAI deve essere assimilabile ad una scrittura privata prodotta in Giudizio, deve essere implicitamente riconosciuta, anche quando la controparte non la disconosce anche per contumacia o mancata risposta all’interrogatorio formale.

Il modulo CAI come prova del danno?

Comunque, nella realtà dei fatti la sottoscrizione del modulo CAI non presuppone necessariamente la sua accettazione da parte dell’Assicurazione, la quale può decidere di non procedere al risarcimento se ritiene che quanto riportato nella constatazione amichevole sia incongruente. Questo anche per evitare eventuali tentativi di truffa a danno delle Compagnie.

Lo stesso vale per le decisioni del Giudice che può anche non tenere conto di quanto affermato nel modello CAI. Infatti, la Giurisprudenza in materia è sostanzialmente divisa circa al valore della prova del danno in teoria cristallizzata nel modulo CAI.

Nella pratica, dunque, il modulo di constatazione amichevole da solo può non bastare per dimostrare in giudizio la dinamica e le responsabilità di un incidente. Spetta, comunque, alla parte che afferma le proprie ragioni e la correttezza di quanto dichiarato nel modulo dimostrare, se richiesto, che i fatti si sono svolti secondo tali modalità.

Quindi, da solo potrebbe anche non bastare ad ottenere il giusto oppure l’integrale risarcimento del danno subito in occasione di un incidente stradale, ma occorrerà fornire ulteriori prove a sostegno delle proprie ragioni.

Infine, lo si ricorda, che nel caso in cui la compagnia di assicurazioni, intenda risarcire parzialmente il danno auto perché ravvisa la dinamica di natura concorsuale, provvederà a risarcire anche il danno fisico in misura parziale secondo la corresponsabilità nell’evento.

Pertanto, un consulto con un professionista prima di redigere o inviare il modulo CAI alla propria assicurazioni potrebbe evitare spiacevoli sorprese o conseguenze.

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