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Entro quando richiedere il pagamento – Prescrizione

La legge stabilisce dei termini massimi entro i quali richiedere il pagamento di un credito. In particolare si prevede che, in linea generale, i diritti di credito si prescrivono (ossia decorso un certo periodo non possono più essere fatti valere) in dieci anni dal momento in cui il credito stesso è sorto (ad esempio: dal momento in cui è stato sottoscritto il contratto, dal momento in cui è stato estinto un rapporto di conto corrente ecc.).
Per determinati tipi di credito la legge prevede però dei termini più stretti ed, in particolare, tra gli altri si prescrivono:

  • in cinque anni  i crediti previdenziali, le somme dovute a titolo di affitto per la locazione di immobili, le somme di denaro dovute a titolo di risarcimento del danno (salvo che il danno derivi dall’inadempimento di un contratto nel qual caso il termine resta di dieci anni), i crediti derivanti dalla cessazione del rapporto di lavoro, gli interessi
  • in tre anni i diritti dei prestatori di lavoro e le retribuzioni per attività lavorativa di durata superiore ad un mese
  • in due anni i crediti derivanti da sinistri stradali (salvo che si verifichino delle lesioni personali nel qual caso il termine di prescrizione è pari al termine di prescrizione del reato di lesioni personali o di omicidio nei casi in cui si verifichi il decesso), i crediti che derivano da contratti di assicurazione
  • in un anno i diritti che derivano da contratti di spedizione, trasporto (se il trasporto inizia fuori dall’UE la prescrizione è di 18 mesi), il diritto al pagamento delle rate dei premi assicurativi, i crediti dei commercianti per la merce venduta a soggetti che non sono a loro volta commercianti, il credito del mediatore per la provvigione.

Ovviamente si tratta di una elencazione non completa ed è sempre consigliabile non fare trascorrere troppo tempo dal momento in cui il credito diventa esigibile (quindi quando si può pretendere di essere pagati) sino al momento della richiesta.

Se prima che sia trascorso il termine di prescrizione il creditore effettua la richiesta di pagamento la prescrizione è interrotta e il termine ricomincia a decorrere da zero.

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Approfondimento sulle fasi del procedimento esecutivo

I requisiti per ottenere un decreto ingiuntivo sono indicati dall’art. 633 del Codice di Procedura Civile (condizioni di ammissibilità):

1) se del diritto fatto valere si dà prova scritta;

2) se il credito riguarda onorari per prestazioni giudiziali o stragiudiziali o rimborso di spese fatte da avvocati, procuratori, cancellieri, ufficiali giudiziari o da chiunque altro ha prestato la sua opera in occasione di un processo;

3) se il credito riguarda onorari, diritti o rimborsi spettanti ai notai a norma della loro legge professionale, oppure ad altri esercenti una libera professione o arte, per la quale esiste una tariffa legalmente approvata

La notificazione va effettuata entro 60 giorni dalla sua emissione, altrimenti diventa inefficace.

Il debitore ha la facoltà di opporsi al decreto, mediante atto di citazione all’ufficio giudiziario del Giudice che ha emesso il decreto, entro 40 giorni dalla notifica dello stesso.

Atto di precetto: è un’intimazione formale ad adempiere l’obbligo indicato, nel termine di dieci giorni, con l’avvertimento che, se il debitore non provvederà, si procederà ad esecuzione forzata.

Con l’atto di precetto il creditore concede quindi al debitore l’ultima possibilità per adempiere.

L’atto di precetto è un atto formale e recettizio, e come tale deve essere notificato dall’Ufficiale Giudiziario (o dal postino, nella tradizionale busta verde degli atti giudiziari). È obbligatorio indicare che il debitore, con l’ausilio di un organismo di composizione della crisi o di un Professionista nominato dal Giudice, può concludere un accordo di composizione della crisi o proporre un piano consumatore a creditore, per porre rimedio alla situazione debitoria.

Atto di pignoramento: consiste in un’ingiunzione con cui l’ufficiale giudiziario intima al debitore di astenersi dal compiere atti diretti a sottrarre alla garanzia del credito, esattamente indicato, i beni pignorati ed i loro frutti.

Esso deve contenere l’invito al debitore a dichiarare la residenza o eleggere domicilio in uno dei comuni del circondario dove ha sede il Giudice dell’esecuzione e l’avvertimento della facoltà per il debitore di chiedere la conversione del pignoramento (sostituendo alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari all’importo dovuto al creditore pignorante comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese).

L’atto di pignoramento va trascritto presso la Conservatoria dei Registri Immobiliari competente per territorio. Dopo la trascrizione l’ufficiale giudiziario deve depositare presso la Cancelleria del Tribunale l’atto di pignoramento e la nota di trascrizione. A quel punto il creditore ha 10 giorni di tempo per depositare il titolo esecutivo ed il precetto, ed entro altri 45 giorni deve chiedere l’istanza di vendita dei beni pignorati. Una volta ricevuta l’istanza, il Giudice dell’esecuzione fissa la data dell’udienza per l’audizione delle parti (debitore e creditore), e in sede di udienza deciderà le modalità di vendita dei beni sottoposti a pignoramento.

Se il creditore non richiede la vendita entro 45 giorni, il Giudice dichiara l’estinzione del processo e ordina la cancellazione della trascrizione del pignoramento.

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La ricerca telematica dei beni del debitore

La ricerca telematica dei beni del debitore è stata introdotta dal D.l. n. 172 del 12.09.2014, convertito nella legge n. 162 del 10.11.2014. Questo strumento tutela ancora di più il creditore, rispetto al passato, perché lo facilita nella individuazione dei beni pignorabili del debitore per soddisfare le sue ragioni creditorie.

Dall’istanza all’accesso nelle banchi dati

Il creditore in possesso di un titolo esecutivo relativo a un credito certo, liquido ed esigibile, per avviare la procedura esecutiva nei confronti del debitore, può presentare al Presidente del Tribunale, un’istanza con cui chiede che venga disposta una ricerca telematica al fine d’individuare i beni da pignorare. L’istanza, che deve contenere deve contenere l’indirizzo di posta elettronica ordinaria e certificata e il numero di fax del difensore, deve essere presentata entro il termine di 90 giorni dalla notifica del precetto, a meno che non vi sia pericolo di ritardo. In questo caso la ricerca telematica può essere autorizzata anche prima della notifica del precetto.

Accolta l’istanza da parte del presidente del Tribunale, l’Ufficiale Giudiziario viene autorizzato ad accedere: “mediante collegamento telematico diretto ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni e, in particolare, nell’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e in quelle degli enti previdenziali, per l’acquisizione di tutte le informazioni rilevanti per l’individuazione di cose e crediti da sottoporre ad esecuzione, comprese quelle relative ai rapporti intrattenuti dal debitore con istituti di credito e datori di lavoro o committenti.

Concluse le operazioni di ricerca l’Ufficiale Giudiziario redige un unico processo verbale in cui deve indicare tutte le banche dati interrogate i relativi risultati di ricerca.

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