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Lo strumento della negoziazione assistita per la separazione e il divorzio

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse nei confronti dei metodi di risoluzione stragiudiziale delle controversie nell’ambito dei conflitti scaturenti dalla disgregazione della famiglia.

In questo quadro la negoziazione assistita è stata introdotta con la legge 10/11/2014 n. 162, con il compito di diminuire il carico di lavoro dei tribunali, prevedendo una serie di casi nei quali le parti devono o possono utilizzare lo strumento della negoziazione assistita prima di rivolgersi al tribunale e iniziare un processo davanti al giudice.

In materia di separazione e divorzio la negoziazione non è obbligatoria ma solo facoltativa (è obbligatoria, per esempio, per chi intende incardinare un giudizio in materia di risarcimento del danno da circolazione di veicoli e natanti).

La convenzione di negoziazione assistita redatta da almeno un avvocato per parte può essere conclusa tra coniugi al fine di raggiungere una soluzione consensuale di separazione personale, di cessazione degli effetti civili del matrimonio, di scioglimento del matrimonio e di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio.

L’accordo raggiunto a seguito della convenzione produce gli effetti dei provvedimenti giudiziali, infatti, per esempio, l’accordo di cessazione degli effetti civili del matrimonio deve essere annotato nell’atto di nascita, al pari della sentenza di divorzio.

L’accordo che le parti raggiungono al termine della procedura è equiparabile all’accordo di separazione consensuale dinnanzi al giudice, esso infatti è formato da un contenuto essenziale, ovvero la volontà delle stesse, e dalle condizioni alle quali i coniugi intendono subordinare il loro consenso.

Per quanto riguarda i tempi per l’espletamento della procedura, che deve essere precisato nella convenzione, vanno da un minimo di un mese a un massimo di tre mesi, che possono essere prorogati per ulteriori trenta giorni su accordo tra le parti.

Per qualunque chiarimento lo STUDIO LEGALE GALVAGNA è a Vostra completa disposizione.

 

 

 

 

 

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Scatola nera - Avv. Galvagna

La scatola nera o “black box” in auto, pro e contro.

Prima di entrare nel dettaglio della questione, ricordiamo brevemente che cosa si intende per scatola nera delle automobili. La SCATOLA NERA o “BLACK BOX” è un dispositivo, dotato di localizzatore Gps, capace di registrare in maniera molto accurata la posizione e la velocità di un veicolo. Queste caratteristiche la rendono in grado di ricostruire l’esatta dinamica di un sinistro stradale, contribuendo così al contrasto delle frodi. Secondo quanto dispone l’art. 132-ter del Codice della Assicurazioni Private, le compagnie assicurative praticano uno sconto sulla tariffa RC auto ai clienti che acconsentono di installare la scatola nera, o altro dispositivo similare, sulla propria vettura.

A fine 2018 il dispositivo era presente nel 22,2% dei contratti RC auto (fonte IVASS – Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) in tutta italia, con valori significativamente più elevati nelle province a rischio di frode. Alla luce di questi dati è importante valutare quale sia l’effettiva utilizzabilità processuale, sia in sede civile che in sede penale.

L’art. 145 bis Codice delle Assicurazioni stabilisce che, nei giudizi civili, tali registrazioni costituiscano piena prova nei confronti della parte contro cui siano prodotti e che, chi intenda provare fatti non registrati dalla scatola nera o circostanze contrastanti o opposte con quanto registrato, è preliminarmente onerato di provare la manomissione o il malfunzionamento del dispositivo.

Dall’interpretazione letterale della norma pare potersi affermare che il legislatore abbia escluso che la parte contro cui sono prodotti gli estratti della scatola nera possa provare il contrario tramite prova testimoniale, tranne nel caso in cui dimostri il malfunzionamento o la manomissione della scatola.

I giudici seguono tale interpretazione riconoscendo valore probatorio alla black box, come previsto dal codice delle assicurazioni (sent. n.885/2019 il Tribunale Ordinario di Foggia; sentenza n. 371/2017 del Giudice di pace di Napoli; sent. n. 703/2019 del Giudice di Pace di Catania; sent. n. 1290/2019 del Giudice di Pace di Palermo; sent. n. 1392/2019 del Giudice di Pace di Sorrento).

E cosa accade invece nei processi penali? La validità legale della scatola nera auto resta la stessa?

Si può ragionevolmente ritenere che la polizia giudiziaria e la magistratura inquirente possano acquisire notizie di reato utilizzando anche i congegni elettronici dotati di Gps.

Conclusioni: quando decidete di installare una scatola nera all’interno della vostra auto, valutate se lo sconto applicato dalla vostra assicurazione sia in grado di coprire il rischio dell’eventuale malfunzionamento del dispositivo. In quest’ultimo caso, infatti, potreste vedervi negato il risarcimento, in quanto risulterà molto complesso dimostrare il malfunzionamento o la manomissione.

STUDIO LEGALE GALVAGNA

 

 

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